I Pirati del Po. Dai Fiocinini alla Mafia del Pesce

La storia dei Pirati del Po parte molto prima che il bracconaggio ittico, attuato dalla Mafia del Pesce, prendesse piede in Italia.

Negli ultimi anni tanti ragazzi si sono uniti per far fronte all’illegalità e alla distruzione delle acque, attuata dalle bande di pescatori di frodo stranieri. Da soli, mal visti da molte amministrazioni, minacciati, vittime di ostruzionismo, privi di riconoscimenti per l’operato realizzato, in sordina, battendo il territorio, i media e i tavoli della politica, alla fine hanno raggiunto il risultato.

Questa è solo parte della storia, un frammento. Ma è la vera storia dei Pirati del Po, uno dei gruppi più attivi contro il bracconaggio, che ha il merito di aver trasformato una battaglia che appariva solo di pochi, in una guerra mediatica e per l’ambiente, che ha assunto poi rilevanza internazionale.

Quest’articolo lo dedico a quei politici che non ci hanno mai sostenuto. A quelli che, invece di appoggiarci, ci hanno sempre risposto “NO”, voltandosi dall’altra parte mentre i fiumi morivano, negandoci tutele e progetti che avrebbero migliorato la situazione, a volte negandoci perfino la risposta, tanto poca era la considerazione nei nostri riguardi, e nei confronti della nostra attività.

Il Po non dimentica chi l’ha tradito.
E noi non dimentichiamo chi invece ci ha sostenuto negli anni, capendo che la nostra non era una mera battaglia per la pesca sportiva, ma era ed è una guerra in difesa delle acque. Un ringraziamento particolare e doveroso va alle forze dell’ordine e alla politica virtuosa che, capendo la situazione, hanno represso duramente le condotte di pesca illegale, che oggi è considerata finalmente reato.

“Storicamente “Pirata del Po” era il nome di chi, nelle zone deltizie, era dedito ad attività di
saccheggio nei confronti delle navi commerciali che, sino al XIX secolo, erano solite
transitare per le vie d’acqua della pianura padana.

I più celebri erano sicuramente i pirati di Comacchio che, dopo il drastico calo dei commerci via fiume di inizio Novecento, finirono per dedicarsi alla pesca illegale. Anche noti come “fiocinini”, specializzati in particolare al furto delle anguille e degli altri pesci degli allevamenti vallivi.
Prima della grande distribuzione e della pesca industriale, si può affermare che, per lungo
tempo, fossero proprio i pirati e i fiocinini i veri padroni dei territori del basso Po…”

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Marco Falciano

Classe ‘89, ferrarese, articolista freelance, ambientalista e pescatore. Da attivista ho realizzato e preso parte direttamente a diversi report ambientali, andati in onda sulla TV nazionale e straniera. Come rappresentante di un’associazione di tutela ambientale ho avuto modo di partecipare alla stesura di alcuni importanti testi di legge, dalla Regione al Parlamento. Di notte mi unisco ai Pirati del Po, il gruppo di guardie volontarie che coordino da alcuni anni, per contrastare il bracconaggio attuato dalla Mafia del Pesce. Amo l'ambiente, le acque interne, ed ho deciso di occuparmene e difenderle a tempo pieno.

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