Gigantesca moria nei lidi ferraresi – Non crederemo mai al “fenomeno naturale” descritto da Arpae

La moria di tonnellate di fauna ittica che ha spopolato le nostre coste non appare assolutamente come fenomeno normale come descritto dagli enti di controllo. Giudicate dalle immagini.

ARPAE RASSICURA, ESCLUDE FATTORI INQUINANTI, E RICONDUCE TUTTO A UNA NORMALE ANOSSIA
(LINK – https://www.estense.com/?p=800483)

Mai credere alla versione di quei controllori che si precipitano a dare rassicurazioni prima ancora di verificare i risultati delle analisi delle acque. Sono state effettuate analisi sulle acque e sulla fauna ittica? Se si attendiamo i risultati, prima di credere a valutazioni empiriche e deduttive.

DAPHNE – RESP. CARLA RITA FERRARI “CON CERTEZZA SI PUO’ AFFERMARE CHE TALE SITUAZIONE NON DERIVA DA APPORTI DI SOSTANZE INQUINANTI NELLE ACQUE DI MARE. (…).

Quale certezza scientifica si ha se le valutazioni, in attesa dei risultati delle analisi sulle acque e sulla fauna ittica morta, sono state compiute solo sulla base di ipotesi e connessioni (anche azzardate) tra le aree di anossia del fondo marino e fenomeni meteo e di vento? Ipotesi quantomeno fantasiosa, visti gli allarmi di eutrofizzazione lanciati proprio la settimana prima in molti canali del ferrarese e il costante fenomeno di scarichi inquinanti in acque superficiali che si denunciano periodicamente, ma inutilmente. La provincia di Ferrara resta caratterizzata da un innumerevole quantità di scarichi urbani diretti in fiumi e canali, tali reflui inquinanti naturalmente giungono sino al mare, realizzando fenomeni incontrollati e disastri ambientali evidenti.

Senza dubbio quella fornita dalla Responsabile è un’ipotesi che permette di discolpare qualsiasi possibile inquinatore sanzionabile, dagli allevatori intensivi, ai biogas, fino agli impianti di depurazione dei Comuni, spesso desueti e sottodimensionati. Anche l’autorevole UNIFE, nella persona del Professore Giuseppe Castaldelli si era in passato già espressa a riguardo confermando che il problema viene da valle, dall’inquinamento dei fiumi (LINK articolo 2013 – https://www.estense.com/… ): “Ciò che ho saputo da Arpa è comunque ragionevolissimo, perché è vero che non c’è un inquinamento in atto di tipo acuto e che si tratta di un fenomeno naturale. L’anossia delle acque è stata rilevata anche dalla rete di monitoraggio che gestisce la Provincia di Ferrara, nelle varie stazioni dove l’ossigeno, soprattutto durante la notte e le prime ore del mattino, raggiunge valori prossimi allo zero e le temperature dell’acqua hanno raggiunto i 33 gradi centigradi in laguna e i 30,5 in mare. La sommatoria delle attività umane fa sì che da tempo, almeno una trentina d’anni, vi sia un consistente apporto di nutrienti in mare. Basti pensare al fenomeno delle mucillagini negli anni ’90, ad esempio. E quando l’acqua viene continuamente degradata, se le temperature poi raggiungono queste punte, l’intensità del fenomeno si accentua fino a questi livelli”.
PECCATO CHE LA DESCRIZIONE DELLA SITUAZIONE DEL 2013 FOSSE COMPLETAMENTE DIVERSA DA QUELLA DELL’AGOSTO 2019

Stando ancora alle dichiarazioni Di Carla Rita Ferrari: “E’ IMPORTANTE RICORDARE CHE LE STESSE CONDIZIONI SONO IL FULCRO PER AVERE UN AREA PRODUTTIVA PER PESCA E MOLLUSCHICOLTURA” (LINK – https://www.arpae.it/dettaglio_notizia.asp…) non siamo certi che questi fenomeni di moria siano un toccasana per la pesca nelle acque ferraresi dell’Adriatico e che le tonnellate di pesce morto spiaggiato e sul fondo del mare non gioveranno agli allevamenti di mitili. Ma noi non lavoriamo presso un ente pubblico e perciò il nostro parere non ha valore.

DAPHNE – RESP. CARLA RITA FERRARI ATTESTA CHE IL FENOMENO SIA RICONDUCIBILE A NORMALI SITUAZIONI:

Mi spiace dover contraddire la Dottoressa, ma non quest’anno nel Mar Adriatico, non sulle nostre coste, data la particolarità del periodo e del meteo:


Anche la temperatura media dell’acqua del mare rilevata risulta BEN INFERIORE ai 30°C necessari per innescare il fenomeno della proliferazione algale.



Quest’anno non si sono avute temperature tali da giustificare un fenomeno improvviso ed emergenziale del genere. Il 13 e 14 agosto, qualche giorno prima dell’evento di moria, si sono avute precipitazioni e venti moderati, incompatibili con la versione di stabilità e caldo torrido fornita dall’ente di controllo. La temperatura media mensile del mare, nel mese di Agosto è stata di 26 °C, ben distante dalle punte di 30°C e più menzionate dalla Responsabile Ferrari, e citati dall’articolo del 2013 di Castaldelli.

NOTA PUBBLICA ARPAE – E’ NORMALE CONSEGUENZA DI EVENTI EUTROFICI CHE SI VERIFICANO PERIODICAMENTE LUNGO TUTTA LA COSTA REGIONALE NEL MESE DI AGOSTO.

Non è vero! NESSUN EVENTO EUTROFICO CHE CAUSA ANOSSIA SAREBBE IN GRADO DI UCCIDERE LE ANGUILLE, pesci che possono tranquillamente uscire dall’acqua e respirare ossigeno, quando muoiono anche le anguille si è di fronte ad un fenomeno inquinante di vasta portata, questo è stato uno degli elementi sottovalutati dai tecnici arpae nella loro blanda rassicurazione. Per questo rivendichiamo da anni la necessità fondamentale delle analisi delle acque ma anche dei campioni di fauna ittica, ma purtroppo questo accade raramente, quanto raramente è possibile identificare un inquinatore responsabile che risarcisca il danno ambientale e ripristini lo stato dei luoghi.

Le ultime immagini della galleria rappresentano il disastro ambientale avvenuto sulle nostre coste e malauguratamente passato quasi inosservato. L’ente che dovrebbe controllare la salubrità del territorio ha provveduto a rendere dichiarazioni e rassicurazioni prima ancora che fosse a conoscenza dell’esito delle analisi, la verità dei fatti mostra un fenomeno drammatico tutt’altro che rassicurante e naturale, a differenza di quanto riportato da ARPAE.

Intanto chi era sul posto ha potuto osservare l’immagine amara di come nemmeno i gabbiani osassero mangiare il pesce morto in conseguenza del fenomeno, dopo alcuni tentativi di inghiottire i cadaveri, li rigurgitavano e si allontanavano. In tutto ciò, invece, mandrie di persone si accalcavano per riuscire a portarsi a casa qualche cefalo e sogliola, o meglio qualche anguilla che, pur di fuggire dall’acqua, si spiaggiava a morire al sole. “Se si muovono ancora son buone” si giustificava chi con retino e secchiello faceva mambassa.

Pensando a quest’immagine apocalittica viene in mente un’amara riflessione: se questa è davvero la normalità del presente, forse l’autoestinzione è il futuro che ci aspetta e che ci meritiamo.

Marco Falciano

Classe ‘89, ferrarese, articolista freelance, ambientalista e pescatore. Da attivista ho realizzato e preso parte direttamente a diversi report ambientali, andati in onda sulla TV nazionale e straniera. Come rappresentante di un’associazione di tutela ambientale ho avuto modo di partecipare alla stesura di alcuni importanti testi di legge, dalla Regione al Parlamento. Di notte mi unisco ai Pirati del Po, il gruppo di guardie volontarie che coordino da alcuni anni, per contrastare il bracconaggio attuato dalla Mafia del Pesce. Amo l'ambiente, le acque interne, ed ho deciso di occuparmene e difenderle a tempo pieno.

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