Il bracconaggio ittico è finalmente reato in Italia

Il bracconaggio ittico in acque interne è stato approvato nel Collegato Agricoltura, proprio oggi alla Camera dei Deputati. Attende solo l’approvazione del Senato per divenire Legge. 

L’emendamento approvato oggi a Roma contine finalmente ciò che molti pescatori sportivi aspettavano da tempo. La pena dell’ARRESTO per chi è colto in attività di bracconaggio utilizzando la corrente elettrica, gli esplosivi, i veleni o prosciugando corsi d’acqua, inoltre prevede sanzioni pecuniarie più severe per altre fattispecie specifiche in materia di pesca.

Dalla disposizione dell’emendamento si determina che è vietato nelle acque interne:

  1. a) stordire, uccidere e catturare la fauna ittica con materiali esplosivi di qualsiasi tipo, con la corrente elettrica e con il versamento nelle acque di sostanze tossiche o anestetiche;
  2. b) catturare la fauna ittica provocando l’asciutta, anche parziale, dei corpi idrici;

Le condotte a) e b) sono sanzionate con pena alternativa dell’ammenda da 2000 euro a 12000 euro o dell’arresto fino a 2 anni.

E’ altresì vietato:

  1. c) utilizzare reti, attrezzi, tecniche, materiali, non configurabili come sistemi di pesca sportiva, ai sensi dei regolamenti e delle leggi vigenti;
  2. d) utilizzare attrezzi per la pesca professionale nelle acque dove tale pesca non è consentita o senza essere in possesso del relativo titolo abilitativo;
  3. e) utilizzare reti ed altri attrezzi per la pesca professionale difformi, per lunghezza o dimensione della maglia, da quanto previsto dai regolamenti vigenti.

Le condotte c), d), e) sono sanzionate con pena dell’ammenda da 1000 a 6000 euro e sospensione della licenza di pesca professionale (eventualmente posseduta dal trasgressore).

Per le violazioni di cui al comma 2, lettera a), b), c), d) ed e) e del comma 3, gli agenti accertatori procedono all’immediata confisca del prodotto pescato, degli strumenti e attrezzi utilizzati, al sequestro e alla confisca dei natanti, dei mezzi di trasporto e di conservazione del pescato anche se utilizzati unicamente a tali fini. Il materiale ittico sequestrato ancora vivo e vitale è reimmesso immediatamente nei corsi d’acqua.

E infine una delle novità che più apprezziamo. Il trasgressore corrisponde all’Ente territoriale competente per la gestione delle acque una somma pari a euro 20 per ogni singolo capo pescato in violazione della presente legge per il ristoro delle spese relative all’adozione delle necessarie misure di ripopolamento delle acque. Tale somma è raddoppiata nel caso in cui il pescato risulti privo di vita.

Oggi abbiamo ottenuto un grande successo, di cui essere fieri, e ci auguriamo che le disposizioni siano approvate presto anche in Senato. Certo è che si poteva fare di più, durante l’incontro Bracconaggio 2.0 – un anno dopo, svoltosi alla fiera di Gonzaga, la politica aveva richiesto un contributo da parte delle associazioni maggiormente rappresentative per inasprire le sanzioni, e così è stato. Gli emendamenti proposti da Lega Nordi e 5 Stelle prevedevano sanzioni più severe e specifiche e una fattispecie che avrebbe per la prima volta sanzionato anche il fenomeno del FLY CARP, prevedendo il divieto di trasporto, commercializzazione, e donazione di specie ittiche autoctone o d’interesse storico culturale ancora vive provenienti da acque pubbliche, salvo autorizzazione specifica. Purtroppo la politica ha prevalso sull’obiettività e tutti gli emendamenti promossi dalle parti estranee al governo sono stati respinti, ma nonostante ciò il nostro settore può gioire per un risultato comunque sia importantissimo: IL BRACCONAGGIO ITTICO IN ACQUE INTERNE DIVENTERA’ PRESTO REATO, SANZIONATO ANCHE CON LA PENA DELL’ARRESTO. Incrociamo le dita per ora e diciamoci soddisfatti del risultato, ma soprattutto ringraziamo quei pescatori che ci hanno creduto fino in fondo e si sono adoperati in ogni modo affinchè quest’obiettivo fosse raggiunto.

Grazie.

 

EMENDAMENTO INTEGRALE : http://parlamento17.openpolis.it/emendamento/189402

 

LINK PIRATI DEL PO : https://www.facebook.com/groups/piratidelpo/?fref=ts

LINK UPE :        https://www.facebook.com/unionepescatoriestensiupe/?fref=ts

Marco Falciano

Classe ‘89, ferrarese, articolista freelance, ambientalista e pescatore. Da attivista ho realizzato e preso parte direttamente a diversi report ambientali, andati in onda sulla TV nazionale e straniera. Come rappresentante di un’associazione di tutela ambientale ho avuto modo di partecipare alla stesura di alcuni importanti testi di legge, dalla Regione al Parlamento. Di notte mi unisco ai Pirati del Po, il gruppo di guardie volontarie che coordino da alcuni anni, per contrastare il bracconaggio attuato dalla Mafia del Pesce. Amo l'ambiente, le acque interne, ed ho deciso di occuparmene e difenderle a tempo pieno.

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